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domenica 15 giugno 2014

Italia - Inghilterra: impressioni e breve lavagna tattica


Come parecchie milioni di persona, allo scoccare della mezzanotte di oggi mi sono gustato l'esordio dell'Italia a Brasile 2014 contro l'Inghilterra. La gara si è chiusa con la vittoria azzurra per 2-1: al gol di Marchisio ha risposto Sturridge, ma nella ripresa un colpo di testa di Balotelli ha deciso il match.

domenica 1 giugno 2014

NAZIONALE: La lista(quasi) definitiva. Obiettivo dimenticare il Sudafrica

Il c.t Claudio Cesare Prandelli ha diramato la lista dei 23 giocatori che faranno parte della rosa dell'Italia ai mondiali. Come sempre nella storia di qualunque convocazione, le scelte del c.t. saranno destinate a far discutere. Ecco la lista dei 23.

Portieri: Buffon, Sirigu, Perin

Difensori: Abate, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Darmian, De Sciglio, Paletta, (Ranocchia)

Centrocampo: Pirlo, De Rossi, Marchisio, Verratti, Aquilani, Parolo, Candreva, Motta

Attacco: Balotelli, Immobile, Cassano, Insigne, Cerci


REPARTO PER REPARTO

PORTIERI

Tutto era stato ampiamente preannunciato. Tenendo conto che la gerarchia è già delineata e l'unica scelta da fare era quella del terzo portiere, c'è poco da sindacare sulla scelta di Perin, se non la migliore una delle migliori che si potesse fare.

DIFESA

A fianco del blocco Juventus(ampiamente preannunciato) il c.t. ha deciso di puntare su Darmian, De Sciglio e Abate come giocatori di fascia(con Chiellini adattabile al ruolo originale di terzino sinistro) e di consegnare a Paletta l'ultima maglia disponibile di difensore centrale. Tuttavia l'amichevole di ieri contro l'Irlanda ha evidenziato la non brillante condizione dell' italo-argentino, e per questo è stato tenuto in allerta Ranocchia, pronto a subentrare nel caso in cui il difensore del Parma dovesse dare forfait. Bocciati dunque Maggio e Pasqual. Il primo è reduce da una stagione molto difficile sul piano fisico, è rientrato da poco in campo e ci può stare la scelta di non rischiare un giocatore fisicamente precario in un mondiale che dal punto di vista fisico e climatico sarà probante. Il secondo invece è reduce da una stagione non particolarmente esaltante, ma era l'unico terzino sinistro di piede in lista e portarlo in Brasile sarebbe stata una scelta che ci poteva stare tutta, specie tenendo conto che, a parità di stagione non esaltante, in Brasile sta volando Abate, giocatore di cui si conoscono le potenzialità, ma anche i limiti. A stupire davvero è stata la defenestrazione di Criscito che nella lista dei 30 preconvocati ci poteva tranquillamente stare e che un posto in Brasile lo avrebbe potuto tranquillamente ottenere. In linea di massima le scelte fatte ci possono comunque stare, ma il particolare del terzino sinistro era una cosa su cui, si sarebbe dovuta prestare più attenzione.

CENTROCAMPO

Pirlo, Candreva, De Rossi, e Marchisio erano le scelte sicure e da discutere non c'è moltissimo. In quel gruppo sarebbe rientrato anche Montolivo, messo k.o da una tibia che ha ceduto. Thiago Motta andava come sempre valutato fisicamente ed evidentemente il c.t ha ritenuto opportuno convocarlo, anche se il test di ieri ha evidenziato uno stato di forma lacunoso dell'intermedio italo-brasiliano. Per Verratti il discorso è diverso: la convocazione arriva al termine di un biennio in continua ascesa del centrocampista del PSG, giovane, talentuoso, fresco, che con la sua freschezza ed il suo genio non si poteva non convocare. L'infortunio di ieri di Montolivo ha fatto si che le maglie in ballottaggio per Romulo, Aquilani e Parolo da una sola diventassero due, e sono stati gli ultimi due a spuntarla sul giocatore del Verona, che alla fine torna a casa. La convocazione del centrocampista parmense ci sta tranquillamente tutta sul piano tecnico: è reduce da una grande stagione a Parma e un incursore in grado di dare il suo contributo nelle due fasi di gioco come lui a questa nazionale serviva. Convince meno la convocazione di Aquilani, reduce da una stagione numericamente buona, ma altalenante dal punto di vista delle prestazioni. Anche qui dire che le scelte siano totalmente sbagliate sarebbe ingiusto ed errato, ma portare 4 palleggiatori su 8, di cui uno in condizioni sempre precarie(Motta) e un altro in periodo di forma non esaltante(Aquilani), in un mondiale come già detto fisicamente impegnativo è un po' un azzardo, quantomeno è un azzardo portarli entrambi. Romulo(per quanto la sua convocazione potesse essere percepita -come d'altronde quella di ogni oriundo- come mancanza di fiducia nel movimento calcistico italiano), sarebbe stata l'alternativa duttile, di sostanza, da poter utilizzare anche in difesa. Il tempo e risultati diranno chi avrà avuto ragione

ATTACCO

Con Balotelli e Cerci come certezze assolute e con un furibondo ballottaggio per i restanti posti, le scelte offensive fatte sono state sicuramente le più difficili. Per Ciro Immobile l'aver vinto la classifica marcatori con 22 reti tutte su azione è stata(giustamente) una credenziale più che sufficiente per staccare il biglietto per il Brasile. A quel punto il ballottaggio per gli ultimi due posti si giocava tra Cassano, Rossi, Destro e Insigne e a vincere la gara sono stati il fantasista Barese e il giocatore del Napoli. Per Cassano dopo due tentativi a vuoto arriva finalmente la tanto agognata convocazione al mondiale a 32 anni, al termine di una stagione strepitosa con la maglia del Parma. La grande voglia e i grandi colpi del barese alla fine hanno vinto sulle incognite di natura fisica e sui limiti caratteriali che avevano portato allo strappo, oggi ricucito, con Prandelli, che alla fine è tornato indietro(sottolineo cosa non da tutti) e ha deciso di portarlo con se. Il nome di Insigne a livello teorico stupisce molto di più, perché la sua stagione è stata caratterizzata da acuti importanti come la doppietta in Coppa Italia e la vittoria sul Dortmund, ma anche da note se non stonate quantomeno basse, specie sotto il profilo realizzativo. Meglio è andata dal punto di vista degli assist, soprattutto in campionato. Il nome di Insigne alla maggior parte dei tifosi fa storcere il naso, cifre e prestazioni alla mano dei preconvocati è stato il peggiore. Vero.  E' anche vero però che Insigne ha i colpi, sa attaccare la profondità,  sa giocare per la squadra e che ti può giocare da esterno alto, particolari che nella logica Prandelliana di una nazionale multitask, fanno la differenza. Alla fine a non farcela sono Destro e Rossi. Il primo probabilmente paga il lungo stop per squalifica inflittogli, perdendo l'ultima vetrina, quella più importante. Un attaccante come lui, una prima punta più convenzionale che ha fisico, fiuto per il gol e ti da il riferimento ci poteva stare, ma due prime punte(anche se non necessariamente convenzionali) già ci sono, quindi l'esclusione ci poteva stare tanto quanto. Per il secondo invece dispiace. Dispiace perché il ragazzo è stato ancora una volta sfortunato. Ci ha provato, dopo il brutto infortunio col Livorno, è rientrato, ha segnato dando tutto quello che poteva dare. Il mondiale lo meritava sicuramente,  più di Insigne. Ma nelle decisioni valutare soltanto il background tecnico e la stagione trascorsa non è necessariamente una cosa corretta, bisogna valutare anche il contesto che si affronterà e il profilo fisico. Il ballottaggio è inevitabilmente finito per essere contro Cassano e a questa nazionale servivano sia il genio del barese(il miglior regista avanzato in attività) che il senso del gol e i colpi di Pepito. Alla fine però quantomeno sulla carta i goleador ci sono, ma un certo tipo di rifinitura mancava e alla fine a spuntarla è stato Cassano. Non si può dire sia una scelta sbagliata, anche perché Pepito, come si è visto ieri, non è necessariamente poco ed il tempo stringe. Rossi non è più giovanissimo ma non è nemmeno vecchio, quel che dobbiamo sperare tutti e che nei prossimi 4 anni la fortuna gli ridia quello che la sfiga gli ha tolto negli ultimi 5 anni, ovvero l'integrità fisica, con tutte le conseguenze che ne son derivate. Premesso che qualunque scelta avesse fatto Prandelli, sarebbero comunque arrivate delle critiche come è inevitabilmente logico che sia, va detto che le scelte che sono state fatte possono essere opinabili(come moltissime cose nel calcio), ma di fondo c'è(o almeno io credo ci sia) una logica sensata.


Ormai i giochi sono praticamente fatti e tra 13 giorni l'Italia volerà a Manaus per affrontare l'Inghilterra. L'inizio di un percorso il cui obiettivo è solo uno: dimenticare il Sudafrica. Per farlo passare il turno non basta, anche in un girone impegnativo come il nostro. Bisognerà dare sempre il massimo. I quarti sono l'obiettivo minimo, sarà dura sin da subito, ma bisogna sperare che l'appetito venga mangiando.

LE AVVERSARIE DELL'ITALIA: Inghilterra in scioltezza, Uruguay di misura, Costa Rica, Saborio fa crack

Come l'Italia, anche l'Inghilterra e l'Uruguay sono state impegnate nelle amichevoli premondiali. Gli inglesi hanno sconfitto a Wembley per 3-0 un Perù abbastanza modesto, senza mai brillare ma giocando in sicurezza. Dopo un inizio a marce basse in cui gli andini si sono resi pericolosi con  un tiro di Deza,  che Hart ha prontamente disinnescato , l'Inghilterra è passata in vantaggio grazie alla gemma di Sturridge che con un sinistro a giro impallina il portiere Fernandez. Da li per inglesi ordinaria amministrazione suggellata dal gol di Cahill di testa sugli sviluppi di un corner, e da Jagielka, sempre su calcio d'angolo che impallina il portiere da pochi passi. Nella ripresa c'è stata la possibilità di vedere all'opera Sterling e Barkley le due giovani rivelazioni della stagione di PL appena conclusasi, attorno ai quali c'è tanta curiosità.

Al Centenario di Montevideo invece l'Uruguay ha affrontato la modesta Irlanda del Nord. Privo di Suarez, operato di recente, ma che farà comunque parte della spedizione, il c.t. Tabarez ha optato per un 4-4-2 molto offensivo con Cebolla Rodriguez a sinistra e l'ex Bologna Ramirez a destra con Forlan-Cavani come tandem d'attacco e con Coates al posto di Godin al centro della difesa. In una partita dai ritmi non forsennati a fare la partita è la Celeste che si rende pericolosa prima con due conclusioni ravvicinate di Cavani e Forlan, su cui Carroll si fa trovare pronto, successivamente su una papera dello stesso Carroll su un tiro di Forlan, Cavani sbaglia davanti la porta. Nel secondo tempo Tabarez mette l'ex Reggina Stuani al posto di Forlan. Sarà la mossa decisiva. Infatti lo stesso Stuani realizza il gol vittoria con un tocco sotto misura su assist di Cavani, imbeccato da Cebolla Rodriguez. L'Uruguay raccoglie dunque indicazioni positive dai suoi giocatori offensivi, in attesa di capire in quali condizioni sarà Suarez durante la kermesse.

Per la Costa Rica, che sarà impegnata domani contro il Giappone di Zaccheroni, è arrivata una notizia pessima. Alvaro Saborio, il centravanti titolare della selezione, non potrà partecipare al mondiale per una frattura al piede rimediata in allenamento. Per i caraibici una perdita inestimabile, in quanto Saborio, oltre che essere un leader tecnico è anche il giocatore con più presenze attualmente attivo in nazionale. La sua assenza peserà ulteriormente in una squadra chiamata ad affrontare un girone sulla carta proibitivo.

sabato 31 maggio 2014

ITALIA: uno 0-0 pieno di note dolenti

Per la quinta volta negli ultimi sei anni l'Italia affronta l'Irlanda nel test premondiale che precede la diramazione della lista dei 23, al Craven Cottage di Londra. Prandelli ha provato come già ampiamente preannunciato un 4-4-2 con la mediana a rombo con i seguenti effettivi: Sirigu; Darmian, Paletta, Bonucci, De Sciglio; Motta, Montolivo, Marchisio, Verratti; Immobile; Rossi. L'Irlanda di Martin O'Neil risponde con il 4-2-3-1 con i seguenti effettivi: Forde; Coleman, O'Shea, Pearce; Ward; Meyler, Hendrick; Pilkington, Hoolahan; McGeady; Long. L'Italia parte con il piglio giusto, con Verratti sugli scudi a illuminare, e confeziona la prima occasione del match con Marchisio, che imbeccato dallo stesso Verratti, impegna Forde con un tiro forte da fuori area. All'ottavo minuto però arriva la prima brutta notizia. Montolivo in uno scontro di gioco fortuito con Alex Pearce si fa male, probabilmente si tratta di frattura e finisce li la sua partita e probabilmente il suo mondiale. Al suo posto entra  Aquilani. L'Irlanda sale di ritmo  e anche grazie ad un ottimo Pilkington mette in difficoltà l'Italia a più riprese, con Sirigu che si fa trovare pronto sempre superandosi sulla conclusione a botta sicura di Meyler e sul colpo di testa di Long. L'Italia appare in difficoltà, gli attaccanti non incidono, il centrocampo è fuori fase, la difesa appare ballerina e come se non bastasse anche Aquilani deve arrendersi a causa di una botta fortuita rimediata contro la testa di Ward. Entra Parolo. Alla fine del primo tempo le note positive arrivano da Sirigu(il che buono ma fino a un certo punto) da Darmian che ha fatto benissimo le due fasi e da un Verratti ispirato. Nella ripresa è ancora l'Irlanda a fare la partita, anche grazie all'ottima assistenza degli azzurri, con Motta che regala un pallone a Long, che costringe ancora una volta Sirigu a fare gli straordinari. Dopo un gol giustamente annullato per fuorigioco ad Immobile, che ha ribadito in rete un tirocross di Parolo, Prandelli decide di cambiare qualcosa non per forza maggiore, entrano Cassano e De Rossi al posto di un volitivo ma poco incisivo Immobile e di un impacciato Motta. La presenza di Cassano da alla squadra azzurra la qualità che serve negli ultimi metri e gli azzurri tornano vicini alla porta difesa da Forde, prima con un colpo di testa di Bonucci alto sugli sviluppi di un corner, poi con Marchisio imbeccato in area da  Cassano che però calcia debolmente. Anche l'Irlanda decide di cambiare qualcosa ed entrano in ordine McClean, Quinn e Cox al posto dell'ottimo Pilkington, di Hoolahan e di Shane Long. La partita regala gli ultimi due sussulti, uno per parte. Il primo è per gli azzurri, con un tiro di Parolo finito sull'esterno, l'altro per gli irlandesi davvero clamoroso con Quinn che a botta sicura centra la traversa interna, con Sirigu chiamato all'ennesimo prodigio su McGeady poco dopo. Prandelli regala minuti anche ad Abate a posto dell'ottimo Darmian e la partita si avvia alla sua conclusione avvenuta al quarantottesimo. Le amichevoli premondiale hanno sempre un valore relativo, in cui a contare in via principale sono le indicazioni fornite dai singoli piuttosto che il risultato. A onor del vero le note positive sono state pochissime, maggiori sono state quelle negative. A completare il quadro l'infortunio grave di Montolivo, che piaccia o no una delle certezze di Prandelli e della nazionale, e quello di Aquilani, che sembra meno grave. La diramazione della lista si avvicina sempre di più e Prandelli dovrà decidere anche in base agli elementi buoni(pochi) e meno buoni(tanti) forniti da questo match.


PROMOSSI

Darmian: per il terzino del Torino, al debutto assoluto, una prova da incorniciare. Si propone con decisione e personalità in attacco e si fa sentire molto in difesa, cavandosela molto bene nelle diagonali con tempistiche da difensore centrale. Se Prandelli voleva delle risposte da lui, ha avuto le migliori possibili.

Verratti: ha fatto discutere tantissimo perché a volerlo in nazionale sono tantissimi e dopo stasera si è capito ancora di più il perché. Personalità, fantasia, visione di gioco, senza mai trascurare la sostanza. L'infortunio di Montolivo potrebbe spianargli ulteriormente la strada verso un mondiale per cui il giovane pescarese ha sempre lottato e che sta dimostrando di meritare.

Cassano: tirato a lucido, in forma, all'ultima chiamata per un sogno mondiale, è tornato a vestire la maglia azzurra dopo due anni facendo quello che faceva ai tempi del primo ciclo di Prandelli, ovvero garantire qualità negli ultimi metri del campo. Una qualità che a questa nazionale serve e che a questa nazionale è mancata. Lasciarlo a casa sarebbe una di quelle cose di cui ci si potrebbe pentire.

Sirigu: migliore in campo. Non è necessariamente una buona notizia ripeto, se non altro sappiamo che il nostro secondo portiere è in forma e che per ogni evenienza(che non ci auguriamo) si farà trovare pronto.

BOCCIATI

Paletta: non è in forma e si vede. Impacciato, goffo, confuso, il contrario del difensore ammirato a Parma, che era disinvolto, deciso e lucido. Perde troppi palloni e soffre la velocità di manovra degli irlandesi. Deve rientrare in forma il prima possibile. Sempre se avrà il tempo di farlo.

Thiago Motta: come sempre una medaglia a due facce. Oggi è uscita quella brutta. Lento coi piedi(e non è una novità) ma anche con la testa(e questo è un po' più grave). Sbaglia palloni non da lui, non da sostanza e consente agli irlandesi di scavalcare agevolmente il centrocampo. E' apparso in difficoltà tecnica e fisica e se il giocatore che dovrebbe andare in Brasile fosse parente di quello visto stasera, sicuramente non ci sarebbe da star tranquilli.

De Sciglio: confuso e felice in fase offensiva, confuso e basta in fase difensiva. Il giovane che avevamo ammirato lo scorso anno, quest'anno si è visto pochissimo, forse la pressione delle aspettative su di lui createsi sta venendo fuori. Se vuole rendersi utile al mondiale deve svoltare su un altro atteggiamento mentale.

RIMANDATI

Immobile: si impegna ma appare con le polveri bagnate. Corre, sgomita, si fa vedere per quel che può ma non è dentro la partita e si vede. Prandelli lo sostituisce con Cassano. Può fare nettamente meglio.

Rossi: inconsistente e impalpabile, ma tenendo conto del fatto che è appena rientrato da un infortunio grave, essere troppo severi è ingiusto. Prandelli gli concede saggiamente minutaggio nelle gambe prima di far entrare Cerci. Ha voluto questo mondiale con tutte le sue forze, se lo merita assolutamente ma non sarà una scelta facile.