Il Mondiale brasiliano sta entrando nel vivo, e tra le nazionali più interessanti ci sono senza dubbio Costa d'Avorio e Bosnia. Entrambe le squadre hanno giocato la gara d'esordio con risultati opposti, ma ricevendo uguali complimenti dal punto di vista del gioco espresso.
Visualizzazione post con etichetta Mondiale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mondiale. Mostra tutti i post
lunedì 16 giugno 2014
domenica 15 giugno 2014
Italia - Inghilterra: impressioni e breve lavagna tattica
Come parecchie milioni di persona, allo scoccare della mezzanotte di oggi mi sono gustato l'esordio dell'Italia a Brasile 2014 contro l'Inghilterra. La gara si è chiusa con la vittoria azzurra per 2-1: al gol di Marchisio ha risposto Sturridge, ma nella ripresa un colpo di testa di Balotelli ha deciso il match.
venerdì 6 giugno 2014
REPORT-La nazionale degli esclusi, i Los Trombados
Se c'è una cosa che fa discutere in sede pre-mondiale, mondiale, e post-mondiale, per giorni, mesi, anche anni sono le scelte dei c.t. Sia quelle fatte in campo durante le partite, sia quelle fatte in sede di convocazione. Come al solito non son mancate le esclusioni eccellenti. Vediamo dunque chi, suo malgrado, è finito nonostante avesse tutte le carte in regola, fuori dalla rosa della propria nazionale, per far parte del triste team dei Los Trombados.
I LOS TROMBADOS
Portieri: come primo portiere la scelta ricade su Wilfredo Caballero, momentaneamente il miglior portiere d'Argentina, a cui sono stati preferiti Orion, Andujar(relegato in panchina al Catania) e Romero(ectoplasma a Monaco). Sabella non lo ha mai realmente considerato, un errore a mio modo di vedere abbastanza grave. Il secondo portiere è Ter Stegen, secondo non tanto perché è più scarso di Caballero, ma perché con Neuer titolare sicuro le possibilità di giocare sarebbero state relativamente poche. Il Barcellona lo ha voluto per il dopo-Valdes, Low gli ha preferito Zieler dell'Hannover 96. Come terzo portiere la scelta ricade su Neto, anche lui reduce da una buona stagione ma non minimamente considerato da Scolari che ha virato sulla conferma di Jefferson del Botafogo e su Victor come terzo portiere.
Difensori: come sempre si parte dall'Argentina che a ora di silurare nomi eccellenti è sempre eccellente. Si è permessa il lusso di lasciare a casa Gonzalo Rodriguez e Musacchio, a cui sono stati preferiti Basanta e Fernandez. Altro escluso di lusso è Ansaldi, vittima eccellente della crociata contro i terzini fatta da Sabella. Sempre dallo Zenit e sempre sulla fascia sinistra gioca un altro trombato, che noi italiani conosciamo bene, ovvero Mimmo Criscito, che ripresosi alla grande dal brutto infortunio, ha recuperato la condizione per essere al mondiale, dopo aver ingiustamente saltato un Europeo. Anche stavolta l'esclusione suona ingiusta, specie tenendo conto della moria di terzini sinistri mancini che c'è in Italia. Passando alla Spagna(che con la nazionale dei nemmeno considerati tra i preconvocati fai uscire una squadra che può lottare per le semifinali) stupisce l'assenza di Inigo Martinez, giovane stopper della Real Sociedad le cui quotazioni sono nettamente in ascesa. Altro eccellente trombato è Rolando, che nonostante l'ottima stagione individuale all'Inter è stato escluso ad appannaggio dell'improponibile Neto. L'illogicità raggiunge il suo apice però tenendo conto degli ultimi due trombati, ovvero Joao Miranda e soprattutto Filipe Luis. Due colonne dell'Atletico Madrid che ha stupito l'Europa e il Mondo che nella rosa di Scolari non hanno trovato nessun posto. E se al primo(se di ballottaggio si tratta) è stato preferito Henrique, che al Napoli ha fatto vedere buona personalità e grande duttilità con buoni risultati, al secondo, il migliore nel suo ruolo a stacco, è stato preferito Maxwell, che ha giocato alla Maxwell con qualche acuto ma tante zone d'ombra, giocando nemmeno con troppa continuità
Centrocampisti: qua la lista sarebbe davvero lunghissima, ma a un mondiale ci vanno in 23 e anche i Los Trombados vogliono essere a norma di legge. Partiamo dal Portogallo che ha escluso Quaresma reduce da una mezza stagione a Oporto in cui ha fatto faville) ad appannaggio di Vieirinha(seriamente improponibile). Per la serie "Anche non non ci facciamo mancar nulla" nella nazionale italiana si registra l'esclusione di Alessandro Florenzi, reduce da una stagione di molti alti e qualche basso che in Brasile sarebbe servito come il pane, ma che alla fine i mondiali se li guarderà da Trigoria, assieme a un suo compagno di squadra, Radja Nainggolan, alla cui tempra e sostanza è stata preferita gente come Defour e Chadli. In Francia il trombato eccellente si chiama Nasri, che perde il Mondiale per la seconda volta, nonostante sia salito sugli scudi nel finale di stagione. Come già detto le esclusioni in salsa spagnola sono tantissime e a tratti apparse fisiologiche, specie sulla mediana. Il nome scelto è quello di Gabi, lider maximo dell'Atletico che non ha trovato nemmeno un posto tra i 30 preconvocati. Altra esclusione clamorosa quella di Lucas del PSG, che non ha avuto una stagione particolarmente brillante, ma tenendo conto che è stato portato Bernard(forte, ma anche lui reduce da un mezzo fiasco al primo impatto con la Lega Ucraina) l'ala destra ex San Paolo ci poteva stare alla grande. La lista si conclude con quella che è l'esclusione più clamorosa tenendo conto del talento, dell'esperienza e della storia che ha questo giocatore. Ovvero Landon Donovan, inspiegabilmente escluso da Klinsmann(che ci ha abituato a questi colpi di genio da quando allena) che ha privato il giocatore del suo quarto mondiale e la nazionale a stelle e strisce del suo talento. Questi sette sono i nomi che ho selezionato, ma la lista sarebbe davvero lunga da continuare(Isco, Kakà, Borja Valero, Danny, Pastore e mi limito ai più mainstream)
Attaccanti: il reparto che esce fuori dalla lista degli esclusi in attacco è un reparto completo, ben assemblato, di tutto rispetto che le squadre vorrebbero. Il primo nome è inevitabilmente quello di Carlos Tevez, esclusione già annunciata ampiamente ma che a fatto compiuto fa inevitabilmente rumore visto il rendimento dell'Apache, sia dal punto di vista realizzativo che dal punto di vista della qualità delle prestazioni. Anche il suo compagno di reparto alla Juventus, Llorente non se l'è passata meglio. Un minimo periodo di ambientamento e poi una stagione straordinaria da 16 gol, con ottime prestazioni e grande lavoro nel tenere sulla squadra. Non è bastato per Llorente già campione del mondo e d'Europa per ottenere la riconferma. Sempre dall'Italia, stavolta in tutti i sensi proviene il terzo escluso, quel Pepito Rossi che paga un terribile dazio alla sfortuna e che vede di nuovo sfumare il mondiale all'ultimo nonostante una stagione da 16 gol in 21 partite, Prandelli non lo ha ritenuto fisicamente pronto, e la sua esclusione ha compattato un massiccio fronte di delusi e incazzati per l'esclusione di Joe Red, il più incazzato di tutti alla fine della giostra. Altra esclusione inspiegabile quella di Seydou Doumbia, che ha trascinato da solo il CSKA a suon di gol, ad una furiosa rimonta che ha portato ad un insperato bis in campo nazionale. Lasciato in casa da Sabri Lamouchi che gli ha preferito gente come Bolly, semisconosciuto esterno del Fortuna Dusseldorf in Zweite liga. La lista si conclude con Stefan Kiessling, vittima del processo di emarginazione del Panzer decretato da Low, che a questo giro ha preferito portarsi il solo Klose e dietro una schiera infinita di mezze punte(talentuose per carità) e di interni(il senso di portare sia Kramer che Ginter ad oggi faccio ancora fatica a capirlo), rinunciando dunque ai centimetri e ai gol del centravanti del Leverkusen.
I LOS TROMBADOS
Portieri: come primo portiere la scelta ricade su Wilfredo Caballero, momentaneamente il miglior portiere d'Argentina, a cui sono stati preferiti Orion, Andujar(relegato in panchina al Catania) e Romero(ectoplasma a Monaco). Sabella non lo ha mai realmente considerato, un errore a mio modo di vedere abbastanza grave. Il secondo portiere è Ter Stegen, secondo non tanto perché è più scarso di Caballero, ma perché con Neuer titolare sicuro le possibilità di giocare sarebbero state relativamente poche. Il Barcellona lo ha voluto per il dopo-Valdes, Low gli ha preferito Zieler dell'Hannover 96. Come terzo portiere la scelta ricade su Neto, anche lui reduce da una buona stagione ma non minimamente considerato da Scolari che ha virato sulla conferma di Jefferson del Botafogo e su Victor come terzo portiere.
Difensori: come sempre si parte dall'Argentina che a ora di silurare nomi eccellenti è sempre eccellente. Si è permessa il lusso di lasciare a casa Gonzalo Rodriguez e Musacchio, a cui sono stati preferiti Basanta e Fernandez. Altro escluso di lusso è Ansaldi, vittima eccellente della crociata contro i terzini fatta da Sabella. Sempre dallo Zenit e sempre sulla fascia sinistra gioca un altro trombato, che noi italiani conosciamo bene, ovvero Mimmo Criscito, che ripresosi alla grande dal brutto infortunio, ha recuperato la condizione per essere al mondiale, dopo aver ingiustamente saltato un Europeo. Anche stavolta l'esclusione suona ingiusta, specie tenendo conto della moria di terzini sinistri mancini che c'è in Italia. Passando alla Spagna(che con la nazionale dei nemmeno considerati tra i preconvocati fai uscire una squadra che può lottare per le semifinali) stupisce l'assenza di Inigo Martinez, giovane stopper della Real Sociedad le cui quotazioni sono nettamente in ascesa. Altro eccellente trombato è Rolando, che nonostante l'ottima stagione individuale all'Inter è stato escluso ad appannaggio dell'improponibile Neto. L'illogicità raggiunge il suo apice però tenendo conto degli ultimi due trombati, ovvero Joao Miranda e soprattutto Filipe Luis. Due colonne dell'Atletico Madrid che ha stupito l'Europa e il Mondo che nella rosa di Scolari non hanno trovato nessun posto. E se al primo(se di ballottaggio si tratta) è stato preferito Henrique, che al Napoli ha fatto vedere buona personalità e grande duttilità con buoni risultati, al secondo, il migliore nel suo ruolo a stacco, è stato preferito Maxwell, che ha giocato alla Maxwell con qualche acuto ma tante zone d'ombra, giocando nemmeno con troppa continuità
Centrocampisti: qua la lista sarebbe davvero lunghissima, ma a un mondiale ci vanno in 23 e anche i Los Trombados vogliono essere a norma di legge. Partiamo dal Portogallo che ha escluso Quaresma reduce da una mezza stagione a Oporto in cui ha fatto faville) ad appannaggio di Vieirinha(seriamente improponibile). Per la serie "Anche non non ci facciamo mancar nulla" nella nazionale italiana si registra l'esclusione di Alessandro Florenzi, reduce da una stagione di molti alti e qualche basso che in Brasile sarebbe servito come il pane, ma che alla fine i mondiali se li guarderà da Trigoria, assieme a un suo compagno di squadra, Radja Nainggolan, alla cui tempra e sostanza è stata preferita gente come Defour e Chadli. In Francia il trombato eccellente si chiama Nasri, che perde il Mondiale per la seconda volta, nonostante sia salito sugli scudi nel finale di stagione. Come già detto le esclusioni in salsa spagnola sono tantissime e a tratti apparse fisiologiche, specie sulla mediana. Il nome scelto è quello di Gabi, lider maximo dell'Atletico che non ha trovato nemmeno un posto tra i 30 preconvocati. Altra esclusione clamorosa quella di Lucas del PSG, che non ha avuto una stagione particolarmente brillante, ma tenendo conto che è stato portato Bernard(forte, ma anche lui reduce da un mezzo fiasco al primo impatto con la Lega Ucraina) l'ala destra ex San Paolo ci poteva stare alla grande. La lista si conclude con quella che è l'esclusione più clamorosa tenendo conto del talento, dell'esperienza e della storia che ha questo giocatore. Ovvero Landon Donovan, inspiegabilmente escluso da Klinsmann(che ci ha abituato a questi colpi di genio da quando allena) che ha privato il giocatore del suo quarto mondiale e la nazionale a stelle e strisce del suo talento. Questi sette sono i nomi che ho selezionato, ma la lista sarebbe davvero lunga da continuare(Isco, Kakà, Borja Valero, Danny, Pastore e mi limito ai più mainstream)
Attaccanti: il reparto che esce fuori dalla lista degli esclusi in attacco è un reparto completo, ben assemblato, di tutto rispetto che le squadre vorrebbero. Il primo nome è inevitabilmente quello di Carlos Tevez, esclusione già annunciata ampiamente ma che a fatto compiuto fa inevitabilmente rumore visto il rendimento dell'Apache, sia dal punto di vista realizzativo che dal punto di vista della qualità delle prestazioni. Anche il suo compagno di reparto alla Juventus, Llorente non se l'è passata meglio. Un minimo periodo di ambientamento e poi una stagione straordinaria da 16 gol, con ottime prestazioni e grande lavoro nel tenere sulla squadra. Non è bastato per Llorente già campione del mondo e d'Europa per ottenere la riconferma. Sempre dall'Italia, stavolta in tutti i sensi proviene il terzo escluso, quel Pepito Rossi che paga un terribile dazio alla sfortuna e che vede di nuovo sfumare il mondiale all'ultimo nonostante una stagione da 16 gol in 21 partite, Prandelli non lo ha ritenuto fisicamente pronto, e la sua esclusione ha compattato un massiccio fronte di delusi e incazzati per l'esclusione di Joe Red, il più incazzato di tutti alla fine della giostra. Altra esclusione inspiegabile quella di Seydou Doumbia, che ha trascinato da solo il CSKA a suon di gol, ad una furiosa rimonta che ha portato ad un insperato bis in campo nazionale. Lasciato in casa da Sabri Lamouchi che gli ha preferito gente come Bolly, semisconosciuto esterno del Fortuna Dusseldorf in Zweite liga. La lista si conclude con Stefan Kiessling, vittima del processo di emarginazione del Panzer decretato da Low, che a questo giro ha preferito portarsi il solo Klose e dietro una schiera infinita di mezze punte(talentuose per carità) e di interni(il senso di portare sia Kramer che Ginter ad oggi faccio ancora fatica a capirlo), rinunciando dunque ai centimetri e ai gol del centravanti del Leverkusen.
martedì 3 giugno 2014
LE SQUADRE-Argentina, siamo alle solite...
Il ct dell'Argentina Alejandro Sabella ha diramato le convocazioni dell' "Albiceleste", che sarà impegnata nel girone F con Bosnia, Iran e Nigeria. Un girone ampiamente a portata della nazionale argentina, le cui convocazioni sono sempre quelle che fanno più discutere. Non ci sono sorpresone epocali che ti lasciano a bocca aperta, tenendo conto delle scelte fatte dal c.t. nei due anni di preparazione e tenendo conto della lista preliminare. Alla fine sono stati tagliati Lopez, Mercado, Otamendi, Sosa, Rinaudo, Banega e Di Santo. Una scelta quasi fisiologica, a parte l'esclusione di Banega, tutt'altro che indimenticabile la sua stagione, ma difficilmente si poteva ipotizzare la sua esclusione. Si può dire dunque che le scelte pesanti Sabella le abbia fatte in sede di convocazione. La più eclatante si chiama Carlos Tevez(scelta a dire il vero presa dall'inizio del suo dicastero), ma ce ne sono altre non di poco conto che prenderò in esame. Ecco la lista dei convocati:
Portieri: Romero, Andujar, Orion
Difensori: Garay, Demichelis, Campagnaro, Basanta, Rojo, Zabaleta, Federico Fernandez
Centrocampisti: Mascherano, Di Maria, Perez, Augusto Fernandez, Maxi Rodriguez, Biglia, Gago, Alvarez
Attaccanti: Messi(c), Aguero, Higuain, Lavezzi, Palacio
REPARTO PER REPARTO
Porta: scelta ampiamente annunciata. Entrando nei meriti. Un secondo portiere(nemmeno troppo fenomenale) come titolare, prima alternativa un portiere poche luci e molte ombre in una squadra retrocessa, e come terzo portiere l'unica scelta sensata, Orion non è un fenomeno ma sa il fatto suo. L'Argentina tradizionalmente non ha mai abbondato di portieri fenomenali, ma qualche buon portiere in giro lo si trova sempre. Come Willy Caballero, titolare del Malaga che sta facendno bene ormai da anni, nemmeno considerato da Sabella. Altro nome che si poteva tenere in considerazione quello del portiere del River Plate Marcelo Barovero, rientrato dall'infortunio e reduce da una grande stagione coronata con il titolo del torneo Final 2014. Insomma si poteva fare meglio.
Difesa: 5 stopper, di cui uno così e così(Fernandez) e l'altro impresentabile(Basanta), un fritto misto(Rojo) un po' centrale un po' terzino, e un solo terzino che quantomeno è buono. Assemblaggio pessimo e scelte discutibili. Soprattutto tenendo conto dei nomi lasciati a casa che Sabella non si è nemmeno degnato di mettere nella lista: Gonzalo Rodriguez, Musacchio, Orban e Ansaldi su tutti, che al mondiale ci potevano stare ampiamente. Anche laddove il progetto tattico preveda una difesa in stile Belgio con 3 o addirittura 4 stopper, si poteva assemblare molto meglio.
Centrocampo: Mascherano e Di Maria i punti fermi, Maxi Rodriguez l'usato sicuro(o il bollito di qualità), Biglia e Gago per fare il loro compitino, Augusto Fernandez in continuità ideologica con Jonas Gutierrez, ovvero giocatore di corsa che non brilla per chissà quale talento, ma che ti da sostanza e pragmaticità, e Enzo Perez la cui grinta in mezzo al campo può essere importante. E poi c'è Ricky Alvarez e tutte le tue certezze in materia di mondiale crollano inevitabilmente. Il giocatore dell'Inter ha fatto la solita stagione alla Alvarez, buoni numeri ma tanta inconsistenza. Trequartista per trequartista sarebbe stato più opportuno chiamare Pastore che non è stato minimamente preso in considerazione. Altro nome che ci poteva stare specie al posto di uno tra Gago e Biglia(tutti e due in nazionale contestualmente mi sembra un po' troppo) quello di Tino Costa. Vero la stagione dello Spartak è stata quella che è stata ma un sinistro del genere in mezzo al campo può tornarti più che utile. E anche lo stesso Banega, con tutti i suoi limiti poteva tornare utile. Si poteva fare di meglio anche stavolta, come sempre.
Attacco: l'assenza di Tevez è incredibile, ma era ampiamente già preannunciata. Messi, Higuain e Aguero sono intoccabili e indiscutibili, le scelte di Palacio e Lavezzi sono tutto sommato giuste, tenendo conto della questione Tevez. Il primo è reduce da una grande stagione in cui nonostante all'Inter gli fosse affidato tutto il lavoro sporco di due reparti è riuscito a segnare 19 gol in 39 partite totali. Ha tecnica e sacrificio. Per Lavezzi discorso diverso. In zona gol non è mai stato un fenomeno, la sua stagione a livello individuale media, quasi mediocre, ma la sua capacità di attaccare sempre la profondità con o senza pallone gli conferisce una funzione importante, a cui non si rinuncia facilmente. Promosso, ma con riserva, una riserva che si chiama Tevez. Che tra le riserve non è nemmeno andato
lunedì 2 giugno 2014
I Blu Samurai
Sarà la volta buona? Dopo 2 ottavi di finale negli ultimi 3 mondiali il Giappone si presenta per la quinta volta consecutiva (da Francia 98 sempre presenti), da campione d'Asia in carica e con il carico di speranza che finalmente la generazione figlia della tragica Agony of Doha del 1993 (l'eliminazione nelle qualificazioni di USA 94 con un gol in pieno recupero da parte dell'Iraq a festa già iniziata) sia finalmente matura fuori dal continente asiatico.
Il nostro Zaccheroni porterà in Brasile 23 giocatori maturi, di ottima qualità tecnica e con esperienze internazionali che hanno elevato qualità di gioco e di prestazioni di una nazione che prova ancora una volta ad affacciarsi tra le grandi mondiali.
E' stata la prima squadra a qualificarsi a Brasile 2014, dopo una qualificazione discretamente sul velluto.
La squadra
Formazione tipo:
Zac si presenta al suo primo mondiale con un 4-2-3-1 che talvolta diventa 4-3-3, che propone un calcio propositivo, veloce e gradevole, che fa male ma che talvolta si fa anche male.
L'esperienza dell'anno scorso alla Confederations Cup ha mostrato una squadra che ha divertito ma che ha concesso molto, anche a causa della scarsa fisicità che a certi livelli inevitabilmente il Giappone paga.
In porta dovrebbe essere confermato il buon Kawashima, portiere affidabile ed esperto dello Standard Liegi che ha ormai vinto vinto da anni il ballottaggio che si era creato prima dell'arrivo di Zac con l'idolo del campionato locale Nishikawa.
La difesa è un po' il tallone d'Achille dei questa squadra da sempre. Iniziato il proprio percorso con la difesa a 3, Zac ha virato dopo la coppa d'Asia alla difesa a 4, ritenuta più funzionale per non pagare lo scotto della fisicità a metà campo e dietro.
Il quartetto titolare usato più spesso nelle qualificazioni comprendeva da destra a sinistra: Uchida, che dovrebbe partire titolare nonostante sia reduce da un infortunio allo Schalke 04, i 2 centrali Konno e l'inglese Yoshida, chiude Yuto Nagatomo sulla sinistra.
Di rincorsa come primo cambio dovrebbe alzarsi dalla panchina il terzino dell'Hannover 96 Sakai che spesso ha sostituito infortunati o squalificati nel reparto difensivo durante le qualificazioni.
A centrocampo Endo e il capitano Hasebe formano la cerniera di interditori davanti alla difesa.
La linea di qualità dei trequartisti è la parte forte della formazione: Kagawa del MUFC, la nostra conoscenza Honda e Okazaki del Magonza formano un trio completo, tecnico, di ottima compatibilità tattica e di capacità di trovare la giocata nello spazio per l'unica punta che dovrebbe essere il dubbio principale di Zaccheroni, uno tra Okubo e Kyiotake del Norimberga dovrebbe fungere da centravanti apri spazi per gli inserimenti dei 3 trequartisti.
La panchina non offre grandi alternative, se non giovani di prospettiva ma un po' inesperti e irruenti.
Potrebbe ritagliarsi uno spazio importante l'attaccante Osako, punta di grande rapidità e senso della porta.
Giocatore chiave
Shinji Kagawa è il fulcro del gioco del Giappone. Parte spesso sull'esterno accentrandosi ed è l'elemento che può accendere la luce della manovra offensiva nipponica in ogni momento inserendosi, palla al piede, al tiro.
Deve riscattare la brutta annata passata al Manchester United dove è finito spesso e volentieri in panca e Zaccheroni, seppur preoccupato per lo scarso minutaggio avuto in stagione, punterà sicuramente su di lui.
Prospettive nel torneo
Chi scrive pensa che il Giappone abbia grandi chance di passare il girone, soprattutto dopo le defezioni importanti nella Colombia e le grottesche prestazioni difensive della Costa d'Avorio.
Il grosso problema, mostrato anche nella Confederations Cup è rappresentato dal clima, che i giapponesi praticando un calcio fatto di corsa, movimenti senza palla e intensità soffriranno parecchio e da un gioco arioso che spesso scopre troppo una difesa non proprio di fulmini di guerra.
Uno dei difetti più palesi, mostrati anche durante le qualificazioni, è la tendenza verso il finale dei tempi ad allungarsi, vuoi per la stanchezza fisica, vuoi per la tendenza degli esterni di centrocampo ad alzarsi tantissimo e a tornare molto poco ad aiutare la fase difensiva, lasciando spesso i 4 difensori, talvolta 3 se Nagatomo sale e non torna e i 2 interditori a fronteggiare i contropiedi avversari.
Se sapranno gestire le energie e scegliere i momenti giusti della gara in cui accelerare o ritrarsi ad amministrare i blu samurai potranno togliersi delle soddisfazioni.
Il momento tecnico, d'esperienza e gli avversari non di livello eccelso dicono che potrebbe essere la volta buona, staremo a vedere.
Il nostro Zaccheroni porterà in Brasile 23 giocatori maturi, di ottima qualità tecnica e con esperienze internazionali che hanno elevato qualità di gioco e di prestazioni di una nazione che prova ancora una volta ad affacciarsi tra le grandi mondiali.
E' stata la prima squadra a qualificarsi a Brasile 2014, dopo una qualificazione discretamente sul velluto.
La squadra
Formazione tipo:
Kawashima
Uchida Konno Yoshida Nagatomo
Hasebe Endo
Okazaki Honda Kagawa
Okubo
Zac si presenta al suo primo mondiale con un 4-2-3-1 che talvolta diventa 4-3-3, che propone un calcio propositivo, veloce e gradevole, che fa male ma che talvolta si fa anche male.
L'esperienza dell'anno scorso alla Confederations Cup ha mostrato una squadra che ha divertito ma che ha concesso molto, anche a causa della scarsa fisicità che a certi livelli inevitabilmente il Giappone paga.
In porta dovrebbe essere confermato il buon Kawashima, portiere affidabile ed esperto dello Standard Liegi che ha ormai vinto vinto da anni il ballottaggio che si era creato prima dell'arrivo di Zac con l'idolo del campionato locale Nishikawa.
La difesa è un po' il tallone d'Achille dei questa squadra da sempre. Iniziato il proprio percorso con la difesa a 3, Zac ha virato dopo la coppa d'Asia alla difesa a 4, ritenuta più funzionale per non pagare lo scotto della fisicità a metà campo e dietro.
Il quartetto titolare usato più spesso nelle qualificazioni comprendeva da destra a sinistra: Uchida, che dovrebbe partire titolare nonostante sia reduce da un infortunio allo Schalke 04, i 2 centrali Konno e l'inglese Yoshida, chiude Yuto Nagatomo sulla sinistra.
Di rincorsa come primo cambio dovrebbe alzarsi dalla panchina il terzino dell'Hannover 96 Sakai che spesso ha sostituito infortunati o squalificati nel reparto difensivo durante le qualificazioni.
A centrocampo Endo e il capitano Hasebe formano la cerniera di interditori davanti alla difesa.
La linea di qualità dei trequartisti è la parte forte della formazione: Kagawa del MUFC, la nostra conoscenza Honda e Okazaki del Magonza formano un trio completo, tecnico, di ottima compatibilità tattica e di capacità di trovare la giocata nello spazio per l'unica punta che dovrebbe essere il dubbio principale di Zaccheroni, uno tra Okubo e Kyiotake del Norimberga dovrebbe fungere da centravanti apri spazi per gli inserimenti dei 3 trequartisti.
La panchina non offre grandi alternative, se non giovani di prospettiva ma un po' inesperti e irruenti.
Potrebbe ritagliarsi uno spazio importante l'attaccante Osako, punta di grande rapidità e senso della porta.
Giocatore chiave
Shinji Kagawa è il fulcro del gioco del Giappone. Parte spesso sull'esterno accentrandosi ed è l'elemento che può accendere la luce della manovra offensiva nipponica in ogni momento inserendosi, palla al piede, al tiro.
Deve riscattare la brutta annata passata al Manchester United dove è finito spesso e volentieri in panca e Zaccheroni, seppur preoccupato per lo scarso minutaggio avuto in stagione, punterà sicuramente su di lui.
Prospettive nel torneo
Chi scrive pensa che il Giappone abbia grandi chance di passare il girone, soprattutto dopo le defezioni importanti nella Colombia e le grottesche prestazioni difensive della Costa d'Avorio.
Il grosso problema, mostrato anche nella Confederations Cup è rappresentato dal clima, che i giapponesi praticando un calcio fatto di corsa, movimenti senza palla e intensità soffriranno parecchio e da un gioco arioso che spesso scopre troppo una difesa non proprio di fulmini di guerra.
Uno dei difetti più palesi, mostrati anche durante le qualificazioni, è la tendenza verso il finale dei tempi ad allungarsi, vuoi per la stanchezza fisica, vuoi per la tendenza degli esterni di centrocampo ad alzarsi tantissimo e a tornare molto poco ad aiutare la fase difensiva, lasciando spesso i 4 difensori, talvolta 3 se Nagatomo sale e non torna e i 2 interditori a fronteggiare i contropiedi avversari.
Se sapranno gestire le energie e scegliere i momenti giusti della gara in cui accelerare o ritrarsi ad amministrare i blu samurai potranno togliersi delle soddisfazioni.
Il momento tecnico, d'esperienza e gli avversari non di livello eccelso dicono che potrebbe essere la volta buona, staremo a vedere.
Carlo Canton
Etichette:
Blue Samurai,
Endo,
Giappone,
Honda,
Kagawa,
Mondiale,
Zaccheroni
Anche loro son campioni del mondo-L'altra faccia della medaglia iridata
Tratto dal blog "Spazio Emilio" post del 25/1/2012
Tendenzialmente i facenti parte di una rosa che vince il mondiale sono giocatori di livello, titolari nei topteam o stelle assolute nelle altre squadre, insomma tutti giocatori di caratura, con uno spazio definito nel gioco e nella storia. Ma non è sempre così. Ho deciso in questo post di stilare una rosa di quei campioni del mondo più o meno improponibili per motivi anagrafici, tecnici o per entrambe le cose.
Portieri
Charbonnier: portiere titolare dell'Auxerre del santone Roux, partecipò alla spedizione come terzo portiere, comodamente seduto in panchina. Dopo il mondiale fece il secondo portiere ai Rangers alle spalle di Stefan Klos e finì la sua carriera al Sion in Svizzera. Non il massimo della vita.
Islas: il disastroso portiere della seleccion albiceleste nel 1994. Era il secondo del mitico Pumpido
Gilmar Rinaldi: portiere discutibile, notevole procuratore
Difensori
Steiner: bandiera del Colonia convocato da Beckenbauer. Sperava di giocare qualche minutino in quel mondiale. Se davanti hai Aughentaler, Kohler, Buchwald, Reuter e Thon puoi anche crederci.
Capdevila: in realtà non è che sia finito propriamente nel dimenticatoio. Però già della tua selezione sei quello nettamente più scarso, se poi in un anno passi da campione del mondo a fuori rosa nel Benfica che per averti ha fatto carte false, allora non puoi che essere incluso nella lista.
Killer: il mio preferito in assoluto. Stopper della nazionale argentina campione del mondo del 1978. Passò dal Rosario Central al Newell's Old Boys, un pò come passare dal Toro alla Juve dall'oggi al domani. Ma con quel nome chi gli poteva dire niente.
Roque Junior: Il centrale più scarso che abbia vinto un mondiale. Le perle che ha regalato alla Serie A sono indimenticabili
Polga: in quel mondiale del 2002 perse il posto a favore di Roque Junior, quindi ha poco da sorridere.
Zaccardo: a dirla tutta inserirlo in questa lista mi sembra eccessivo, ma non ho ancora messo un italiano e quindi non vorrei passare per fazioso. Ha segnato la rete più bella dell'Italia ai mondiali, nella sua porta, ma sempre una gran rete. Se ne è andato da Palermo sperando in una chiamata importante. Ha scaldato la panchina al Wolfsburg. Adesso ha ritrovato se stesso a Parma, anche se a dirla tutta lui resterà per tutti" the(own) goal".
Marchena: in realtà lui non è finito nel dimenticatoio. Stopper protagonista nel Valencia di Benitez, adesso è titolare al Villarreal. Per giunta ha la striscia di imbattibilità più lunga della storia nelle partite internazionali. Siccome però dovevo completare il reparto e lui è uno dei giocatori più antipatici e scorretti della storia del calcio, un posto gliel'ho trovato con piacere.
Centrocampisti
Borghi: forse non tutti sanno che...ha vinto anche lui il mondiale! Era un pupillo di Berlusconi, che sbarellava per questo trequartista argentino. Fu mandato in prestito al Como e poi gli fu preferito Rijkaard, chissà perché...
Diomedè: anche lui faceva parte della banda del santone Roux all'Auxerre. Esterno sinistro, fu convocato da Jacquet nel 1998 ed ebbe anche lui diritto a una medaglia. Due anni dopo il mondiale fu ingaggiato dal Liverpool dove raggiunse la bellezza di 5 partite, anche a causa di alcuni infortuni. Ha finito la sua carriera tra Ajaccio, Creteil e Clermont Foot nell'anonimato più totale.
Vampeta: nel reparto è in assoluto quello più di vero culto. Se lo ricordavate a causa dei suoi nefasti in neroazzurro, e per essere un icona gay nel suo paese, be.. dimenticate un dettaglio. Anche lui è un campione del mondo, e non nel suo piccolo. Ha giocato 18 minuti nel mondiale 2002. Adesso è atteso a una nuova sfida: rifondare i Village People.
Batista: proprio lui l'ex allenatore della seleccion. Quello che ha fatto grandi le giovanili e ha coperto di ridicolo la nazionale maggiore. Campione del mondo anche lui, nel 1986, assieme a Maradona, grande amico suo a giudicare soprattutto dalle stilnovistiche tenzoni dei mesi scorsi. Ha battuto inoltre Tony Hadley e Solange nella classifica inerente all'uso di gel effetto bagnato per capelli.
Barone: cambio dei mediani di rottura della nazionale italiana campione del mondo nel 2006. Non un fenomeno, ma comunque un buon giocatore che viveva un'ottimo periodo di forma. Che lo ha abbandonato repentinamente. Doveva andare alla Juve, ma calciopoli fece saltare tutto, andò a Torino comunque, sponda granata, tre stagioni tiepide culminate nella retrocessione del 2009. Un anno a Cagliari come vice dei vice mediani e poi un'anno di inattività. Adesso la Serie B con il Livorno. Eppure a Berlino c'era anche lui, che forse aspettava ancora il passaggio da Inzaghi in Italia-Repubblica Ceca.
Mazinho(o Mazinga se preferite): di brasiliano aveva solo il nome. Medianaccio che a dirla tutta un po' di piedi li aveva ma nulla di esaltante, ha trascorso una buona parte della carriera in Italia, patria di nascita del figlio che altri non è che Thiago Alcantara(sorpresi vero?).
.
Attaccanti
Selvaggi: quando sono triste, abbattuto senza fiducia, le persone grandi che mi stanno attorno mi dicono: "ricordati che anche Selvaggi ha vinto un mondiale". Molto sottotraccia, ma la sua vera vittoria sta nell'aver ciullato il posto a Pruzzo e Beccalossi. Mica male.
Graziani: uno dei migliori bomber della storia della Serie A, 130 reti, uno dei gemelli del gol del mitico Toro degli anni 70. Se volete sapere il motivo per cui si ritrova nella lista andate su Youtube, ne troverete parecchi!
Edilson: uno dei tanti soggetti di vero culto del Brasile Pentacampeao. Il Selvaggi brasiliano e ho detto tutto.
Luizao: una garanzia sotto porta per le difese avversarie, un feeling con il gol tutto suo, praticamente nulla. Pensate se avesse deciso di giocare con il suo vero nome Luis Carlos Bombonato Goulart che sembra il nome di un megafazendero galattico brasiliano o al massimo di un viados in pensione.
Guivarc'h: e poi c'è lui. Il peggiore di tutti. Se siete tristi ricordatevi, davvero, che se anche Guivarc'h ha vinto un mondiale, nella vita potete farcela anche voi e possiamo farcela tutti. Una prima punta scarsa ma molto scarsa, elegante come può esserlo una pelliccia fuxia. Gli unici punti in cui Guivarc'h ha messo del suo per la sua nazionale, la Francia, sono quelli che ha procurato a Cannavaro.
Ma per quanto si possa ridere, per quanto si possa sfotterli, loro son pur sempre campioni del mondo.
Tendenzialmente i facenti parte di una rosa che vince il mondiale sono giocatori di livello, titolari nei topteam o stelle assolute nelle altre squadre, insomma tutti giocatori di caratura, con uno spazio definito nel gioco e nella storia. Ma non è sempre così. Ho deciso in questo post di stilare una rosa di quei campioni del mondo più o meno improponibili per motivi anagrafici, tecnici o per entrambe le cose.
Portieri
Charbonnier: portiere titolare dell'Auxerre del santone Roux, partecipò alla spedizione come terzo portiere, comodamente seduto in panchina. Dopo il mondiale fece il secondo portiere ai Rangers alle spalle di Stefan Klos e finì la sua carriera al Sion in Svizzera. Non il massimo della vita.
Islas: il disastroso portiere della seleccion albiceleste nel 1994. Era il secondo del mitico Pumpido
Gilmar Rinaldi: portiere discutibile, notevole procuratore
Difensori
Steiner: bandiera del Colonia convocato da Beckenbauer. Sperava di giocare qualche minutino in quel mondiale. Se davanti hai Aughentaler, Kohler, Buchwald, Reuter e Thon puoi anche crederci.
Capdevila: in realtà non è che sia finito propriamente nel dimenticatoio. Però già della tua selezione sei quello nettamente più scarso, se poi in un anno passi da campione del mondo a fuori rosa nel Benfica che per averti ha fatto carte false, allora non puoi che essere incluso nella lista.
Killer: il mio preferito in assoluto. Stopper della nazionale argentina campione del mondo del 1978. Passò dal Rosario Central al Newell's Old Boys, un pò come passare dal Toro alla Juve dall'oggi al domani. Ma con quel nome chi gli poteva dire niente.
Roque Junior: Il centrale più scarso che abbia vinto un mondiale. Le perle che ha regalato alla Serie A sono indimenticabili
Polga: in quel mondiale del 2002 perse il posto a favore di Roque Junior, quindi ha poco da sorridere.
Zaccardo: a dirla tutta inserirlo in questa lista mi sembra eccessivo, ma non ho ancora messo un italiano e quindi non vorrei passare per fazioso. Ha segnato la rete più bella dell'Italia ai mondiali, nella sua porta, ma sempre una gran rete. Se ne è andato da Palermo sperando in una chiamata importante. Ha scaldato la panchina al Wolfsburg. Adesso ha ritrovato se stesso a Parma, anche se a dirla tutta lui resterà per tutti" the(own) goal".
Marchena: in realtà lui non è finito nel dimenticatoio. Stopper protagonista nel Valencia di Benitez, adesso è titolare al Villarreal. Per giunta ha la striscia di imbattibilità più lunga della storia nelle partite internazionali. Siccome però dovevo completare il reparto e lui è uno dei giocatori più antipatici e scorretti della storia del calcio, un posto gliel'ho trovato con piacere.
Centrocampisti
Borghi: forse non tutti sanno che...ha vinto anche lui il mondiale! Era un pupillo di Berlusconi, che sbarellava per questo trequartista argentino. Fu mandato in prestito al Como e poi gli fu preferito Rijkaard, chissà perché...
Diomedè: anche lui faceva parte della banda del santone Roux all'Auxerre. Esterno sinistro, fu convocato da Jacquet nel 1998 ed ebbe anche lui diritto a una medaglia. Due anni dopo il mondiale fu ingaggiato dal Liverpool dove raggiunse la bellezza di 5 partite, anche a causa di alcuni infortuni. Ha finito la sua carriera tra Ajaccio, Creteil e Clermont Foot nell'anonimato più totale.
Vampeta: nel reparto è in assoluto quello più di vero culto. Se lo ricordavate a causa dei suoi nefasti in neroazzurro, e per essere un icona gay nel suo paese, be.. dimenticate un dettaglio. Anche lui è un campione del mondo, e non nel suo piccolo. Ha giocato 18 minuti nel mondiale 2002. Adesso è atteso a una nuova sfida: rifondare i Village People.
Batista: proprio lui l'ex allenatore della seleccion. Quello che ha fatto grandi le giovanili e ha coperto di ridicolo la nazionale maggiore. Campione del mondo anche lui, nel 1986, assieme a Maradona, grande amico suo a giudicare soprattutto dalle stilnovistiche tenzoni dei mesi scorsi. Ha battuto inoltre Tony Hadley e Solange nella classifica inerente all'uso di gel effetto bagnato per capelli.
Barone: cambio dei mediani di rottura della nazionale italiana campione del mondo nel 2006. Non un fenomeno, ma comunque un buon giocatore che viveva un'ottimo periodo di forma. Che lo ha abbandonato repentinamente. Doveva andare alla Juve, ma calciopoli fece saltare tutto, andò a Torino comunque, sponda granata, tre stagioni tiepide culminate nella retrocessione del 2009. Un anno a Cagliari come vice dei vice mediani e poi un'anno di inattività. Adesso la Serie B con il Livorno. Eppure a Berlino c'era anche lui, che forse aspettava ancora il passaggio da Inzaghi in Italia-Repubblica Ceca.
Mazinho(o Mazinga se preferite): di brasiliano aveva solo il nome. Medianaccio che a dirla tutta un po' di piedi li aveva ma nulla di esaltante, ha trascorso una buona parte della carriera in Italia, patria di nascita del figlio che altri non è che Thiago Alcantara(sorpresi vero?).
.
Attaccanti
Selvaggi: quando sono triste, abbattuto senza fiducia, le persone grandi che mi stanno attorno mi dicono: "ricordati che anche Selvaggi ha vinto un mondiale". Molto sottotraccia, ma la sua vera vittoria sta nell'aver ciullato il posto a Pruzzo e Beccalossi. Mica male.
Graziani: uno dei migliori bomber della storia della Serie A, 130 reti, uno dei gemelli del gol del mitico Toro degli anni 70. Se volete sapere il motivo per cui si ritrova nella lista andate su Youtube, ne troverete parecchi!
Edilson: uno dei tanti soggetti di vero culto del Brasile Pentacampeao. Il Selvaggi brasiliano e ho detto tutto.
Luizao: una garanzia sotto porta per le difese avversarie, un feeling con il gol tutto suo, praticamente nulla. Pensate se avesse deciso di giocare con il suo vero nome Luis Carlos Bombonato Goulart che sembra il nome di un megafazendero galattico brasiliano o al massimo di un viados in pensione.
Guivarc'h: e poi c'è lui. Il peggiore di tutti. Se siete tristi ricordatevi, davvero, che se anche Guivarc'h ha vinto un mondiale, nella vita potete farcela anche voi e possiamo farcela tutti. Una prima punta scarsa ma molto scarsa, elegante come può esserlo una pelliccia fuxia. Gli unici punti in cui Guivarc'h ha messo del suo per la sua nazionale, la Francia, sono quelli che ha procurato a Cannavaro.
Ma per quanto si possa ridere, per quanto si possa sfotterli, loro son pur sempre campioni del mondo.
LE SQUADRE- GRECIA, 10 ANNI DOPO LA GRANDE IMPRESA
(A cura di: Lorenzo Spanò)
Sono passati 10 anni precisi da quando la Grecia è riuscita nella più grande impresa della loro storia calcistica, vincendo l’Europeo sconfiggendo i padroni di casa del Portogallo.
Gol di Charisteas seguito dalle lacrime di Cristiano Ronaldo, accompagnate da quelle di Figo, Deco, Rui Costa, Carvalho, per quella che è una delle pagine sportive più clamorose di sempre.
Non c’è Otto Rehhagel in panchina ma l’identità della Grecia sembra rimasta più o meno la stessa anche con Fernando Santos, ormai da 4 anni in carica, dopo più di 20 anni a girare tra Portogallo e Grecia, con tanto di Liga de Sagres portata a casa col Porto nel ‘99, e a portare la stessa Grecia fino ai quarti dell’ultimo Europeo.
Il girone pare un pò complicato ma nulla di impossibile, con Colombia,Costa d’Avorio e Giappone come ostacoli, ma certamente non partono nemmeno come favorite.
Il punto forte è sempre stata la solidità difensiva, e gli elementi che la compongono non sono nemmeno niente male, come ad esempio, Manolas, centrale dell’Olympiakos, messosi in mostra in ques’ultima Champions League. Ad affiancarlo sarà Sokratis, ex Milan, adesso riserva importante al Dortmund. Holebas sulla sinistra e Torosidis della Roma sulla Destra.
in mezzo al campo poca qualità se a dettare i tempi è il buon vecchio Karagounis, lui che c’era in quella serata storica di 10 anni fà, ma 10 anni fà aveva anche un’altro passo (che non era velocissimo manco prima) e al su fianco Maniatis dell’Olympiakos. Konè del Bologna, invece potrà sfruttare la sua capacità negli inserimenti, e la sua facilità di tiro oltre che di corsa.
L’unica prima punta è Mitroglu, grande inizio di stagione con l’Olympiakos, anche in Champions dove si ricorda la tripletta con l’Anderlecht nella fase a gironi. Comprato dal Fulham per 15 milioni ha deluso tutte le aspettative, solo 3 presenze e 0 gol, restando uno dei tanti artefici della retrocessione dei cottagers. Larghi sulle fasce, Salpingidis e Samaras, due di grande esperienza oltre che di gran corsa, soprattutto il laterale del Celtic, mentre più tecnico dall’altra parte Salpingids del Paok.
Sono tanti i calciatori che militano nel nostro campionato, e tanti altri c’hanno giocato in passato. Inoltre è un gruppo non giovanissimo, ma si sa che in questi tornei l’esperienza può fare tutta la differenza del mondo.
domenica 1 giugno 2014
LE AVVERSARIE DELL'ITALIA: Inghilterra in scioltezza, Uruguay di misura, Costa Rica, Saborio fa crack
Come l'Italia, anche l'Inghilterra e l'Uruguay sono state impegnate nelle amichevoli premondiali. Gli inglesi hanno sconfitto a Wembley per 3-0 un Perù abbastanza modesto, senza mai brillare ma giocando in sicurezza. Dopo un inizio a marce basse in cui gli andini si sono resi pericolosi con un tiro di Deza, che Hart ha prontamente disinnescato , l'Inghilterra è passata in vantaggio grazie alla gemma di Sturridge che con un sinistro a giro impallina il portiere Fernandez. Da li per inglesi ordinaria amministrazione suggellata dal gol di Cahill di testa sugli sviluppi di un corner, e da Jagielka, sempre su calcio d'angolo che impallina il portiere da pochi passi. Nella ripresa c'è stata la possibilità di vedere all'opera Sterling e Barkley le due giovani rivelazioni della stagione di PL appena conclusasi, attorno ai quali c'è tanta curiosità.
Al Centenario di Montevideo invece l'Uruguay ha affrontato la modesta Irlanda del Nord. Privo di Suarez, operato di recente, ma che farà comunque parte della spedizione, il c.t. Tabarez ha optato per un 4-4-2 molto offensivo con Cebolla Rodriguez a sinistra e l'ex Bologna Ramirez a destra con Forlan-Cavani come tandem d'attacco e con Coates al posto di Godin al centro della difesa. In una partita dai ritmi non forsennati a fare la partita è la Celeste che si rende pericolosa prima con due conclusioni ravvicinate di Cavani e Forlan, su cui Carroll si fa trovare pronto, successivamente su una papera dello stesso Carroll su un tiro di Forlan, Cavani sbaglia davanti la porta. Nel secondo tempo Tabarez mette l'ex Reggina Stuani al posto di Forlan. Sarà la mossa decisiva. Infatti lo stesso Stuani realizza il gol vittoria con un tocco sotto misura su assist di Cavani, imbeccato da Cebolla Rodriguez. L'Uruguay raccoglie dunque indicazioni positive dai suoi giocatori offensivi, in attesa di capire in quali condizioni sarà Suarez durante la kermesse.
Per la Costa Rica, che sarà impegnata domani contro il Giappone di Zaccheroni, è arrivata una notizia pessima. Alvaro Saborio, il centravanti titolare della selezione, non potrà partecipare al mondiale per una frattura al piede rimediata in allenamento. Per i caraibici una perdita inestimabile, in quanto Saborio, oltre che essere un leader tecnico è anche il giocatore con più presenze attualmente attivo in nazionale. La sua assenza peserà ulteriormente in una squadra chiamata ad affrontare un girone sulla carta proibitivo.
Al Centenario di Montevideo invece l'Uruguay ha affrontato la modesta Irlanda del Nord. Privo di Suarez, operato di recente, ma che farà comunque parte della spedizione, il c.t. Tabarez ha optato per un 4-4-2 molto offensivo con Cebolla Rodriguez a sinistra e l'ex Bologna Ramirez a destra con Forlan-Cavani come tandem d'attacco e con Coates al posto di Godin al centro della difesa. In una partita dai ritmi non forsennati a fare la partita è la Celeste che si rende pericolosa prima con due conclusioni ravvicinate di Cavani e Forlan, su cui Carroll si fa trovare pronto, successivamente su una papera dello stesso Carroll su un tiro di Forlan, Cavani sbaglia davanti la porta. Nel secondo tempo Tabarez mette l'ex Reggina Stuani al posto di Forlan. Sarà la mossa decisiva. Infatti lo stesso Stuani realizza il gol vittoria con un tocco sotto misura su assist di Cavani, imbeccato da Cebolla Rodriguez. L'Uruguay raccoglie dunque indicazioni positive dai suoi giocatori offensivi, in attesa di capire in quali condizioni sarà Suarez durante la kermesse.
Per la Costa Rica, che sarà impegnata domani contro il Giappone di Zaccheroni, è arrivata una notizia pessima. Alvaro Saborio, il centravanti titolare della selezione, non potrà partecipare al mondiale per una frattura al piede rimediata in allenamento. Per i caraibici una perdita inestimabile, in quanto Saborio, oltre che essere un leader tecnico è anche il giocatore con più presenze attualmente attivo in nazionale. La sua assenza peserà ulteriormente in una squadra chiamata ad affrontare un girone sulla carta proibitivo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

